lunedì, ottobre 30, 2006, ore 11:12
L' Innominabile non l' ha fatto. Perchè avrebbe dovuto?
Hogdkin non l' ha fatto.
Nemmeno Rebu, che però me li ha fatti la sera prima - e anche il regalo -.
La vita è una cosa meravigliosa anche quando si dimenticano di farti gli auguri ?
Però a casa abbiamo festeggiato con tutto il circolo della libreria e qui a Milano Valeria mi ha fatto trovare al rientro la torta cioccolato e pere, che è la mia preferita. Infatti mi sono commossa. Onetwofive non c' era ma mi ha telefonato. Almeno lei. Ho preso il bicchiere mezzo vuoto e me lo sono bevuto tutto. La settimana scorsa è stata estenuante, erano anni che non mi affaticavo fisicamente così tanto.
Un suggerimento agli amati e-lettori: Per favore, non limonate avvinghiati ai corrimano delle scale. Sembra una minchiata ma per una mongospastika impegnata ad arrancare giù per la rampa non è per un kazzo piacevole dover interrompere le effusioni di una copietta : " Scusa, mi fai passare ? ". Personalmente non ci sono riuscita e ho pazientato. Invidio un pochino Lucia, la mia vicina di stanza che è cieca e prende a bastonate gli ostacoli umani che incontra sulla sua strada : " Così almeno si spostano ". Almeno lei non vede le loro espressioni, anche se credo che riesca a intuirle. Per me è troppo imbarazzante. Ovviamente mi sono fatta spiegare la dislocazione degli ascensori all' interno dell' università per ridurre gli incovenienti al minimo. Lunedì scorso ero così così frustrata ( nonchè fradicia di pioggia) che sono scoppiata a piangere in camera di Onetwofive. Voi che avreste fatto ?
Questioni logistiche a parte la vita qui mi piace molto. Anche piccole cose banali come appendersi i ritagli di giornale al muro mi fanno sentire felice, o almeno motivata. Ho più possibilità di esprimermi di quante ne abbia mai avute prima. Se volete almeno un po' di bene alla sottoscritta, vi prego, incrociate le dita.
sempreinbilico
sabato, ottobre 28, 2006, ore 14:09

Mi credereste se vi dicessi che all' Innominabile non ci penso mai ?
sempreinbilico
sabato, ottobre 21, 2006, ore 11:58
La settimana prossima dovrebbe uscire l' opera prima e, immagino ultima, della sottoscritta.
Curiosamente, quando ieri l' editore mi ha telefonato per dirmelo il primo pensiero è stato : " Mia madre mi butta fuori di casa ". Lei per vent' anni ha provato a farmi diventare una mongospastica normale e se la ritrova che rende manifesta ai quattro venti la sua stranezza. Ho una paura fottuta di venire fraintesa. Ma se anche solo una persona per un istante riuscisse a vedere il mondo attraverso i miei occhi credo che ne sarà valsa la pena.
Ricordo che Stefanodelkazzo una volta, in chat dopo avergli detto che non potevo andare in bicicletta ma mi piaceva molto andare in tandem aveva scritto che questo simpatico veicolo a pedali evocava in lui l' immagine di ragazzi down che pedalavano dietro un caritatevole accompagnatore.
Magari oggi sarebbe contento di sapere che le condizioni del mio braccio sono peggiorate così tanto da impedirmi di andarci. Boh. Ricordo che più o meno nello stesso periodo mi aveva detto : " Secondo me tu non hai mai bevuto nemmeno una birra ". Il ragazzo si sbagliava, eccome si sbagliava.
Ho ribattuto con quello che sarebbe poi diventato il mio slogan: " Sono storpia, non astemia ". Io vorrei che un' eventuale lettore della mia raccolta di post percepisse questo, a livello epidermico: una sensazione immediata, di pancia, non un' astrazione teorica in ossequio al politically corret " Sì, sei anche tu come tutti gli altri " che uno rimuove cinque secondi dopo aver formulato la frase.
Ecco, se anche solo una persona provasse un lampo di empatia vorrà dire che tutto questo sbattimento avrà avuto un senso. Il titolo non mi piace per niente. Me l' ha imposto editore per ragioni di marketing ma me ne dissocio al 100%. Non me ne frega un kazzo di fare pubblicità al libro. Anzi. L' idea che avevo mentre lavoravo alla selezione dei post era quella di una raccolta che facesse pubblicità al blog.
Non ho seguito l' editing. Mi auguro che chi se n' è occupato si sia ricordato di inserire la dedica che avevo inserito all' inizio del manoscritto...
sempreinbilico
mercoledì, ottobre 18, 2006, ore 09:22

Cara autostima,
come stai oggi ?
Non tutti nevrotici sono scrittori, ma a quanto pare tutti gli scrittori sono nevrotici. Io non sono una scrittrice, ma di sicuro sono nevrotica, quindi ho più probabilità di una persona sana di mente di diventarlo. Considerando poi che la mia mente insana alberga in un corpo altrettanto insano le probabilità di riuscire a diventarlo aumentano, almeno in linea teorica, a livello esponenziale.
A sostegno di questa ipotesi ieri mi ritrovo nella casella mail il messaggio di una certa Alessandra che lavora per la casa editrice per la quale uscirà l' opera prima della sottoscritta, che mi ha invitato a una presentazione del libercolo al Leonka.
Presentazione un kazzo. Il mio sistema nervoso diserterebbe.
Poichè sono un' aspirante scittrice e a non ho velleità da palcoscenico ho gentilmente declinato l' invito.
Solo il pensiero di alzare la mano e intervenire a lezione basta a farmi sudare freddo.
Con i miei compagni di corso mi trovo ancora abbastanza a disagio. La settimana scorsa un docente ci ha portato a visitare la sede di un' importante radio italiana. Struttura nuovissima, archittettura futuristica ma scale, gradini, scalette a chiocciola come non ricordo di aver mai visto.
Un paio di volte sono inciampata e ho rischiato di cadere.
Un compagno di corso si avvicina:
"Ma non ti girano mai i koglioni?".
... Secondo te?
sempreinbilico
lunedì, ottobre 16, 2006, ore 09:32
La vita in collegio non è affatto male. Uno dice " collegio " e tutti pensano " clausura ". Ma in verità ho molta più libertà e autonomia nella gestione del mio tempo di quanta ne abbia avuta fin' ora. Si può rientrare tutte le sere all' una di notte.
Ieri sera ero in para perchè è da un po' che non sento Rebu ( pianti, singhiozzi " Cristo Santo, ti sto già perdendo ? ") e una ragazza del piano di sotto ha stappato una bottiglia di rosso per confortarmi un po'.
Venerdì sera idem. Solo che al posto del vino si è magicamente materializzata Valeria con una bicchierino di vodka alla fragola. La prima volta che mi sono ubriacata è stato al Rocker' s anche lì con la vodka alla fragola, Rebu, ti ricordi ?
Vedo le altre ragazze che si abbracciano in continuazione e mi domando se il gioco vale la candela.
Mi sbatto tutto il giorno per cercare di sviluppare la maggiore indipendenza logistica possibile ma quando mi fisso davanti allo specchio mentre faccio i gargarismi con il collutorio non posso fare a meno di pensare che " autonomia " in fondo non è che un concetto astratto a cui sto sacrificando l' unica persona che sapeva abbracciarmi davvero e rapporti che mi sono costati anni di fatica.
"... Fankulo all' Innominabile e a quella volta volta che mi ha detto :- Io sono sempre in giro -".
Potrei raccontarvi che ho deciso di trasferirmi per le nobili cause dello studio e dell' autonomia ma se vi interessa la verità vera sappiate che è stata proprio quella frase a convincermi a fare i bagagli e andarmene a Milano, come una specie di sfida.
La mia strizzacervelli sostiene che più una persona è autonoma dal punto di vista logistico più ha la possibilità di instaurare relazioni sane ( ah, ha detto anche che la mia consapevolezza di rallentare la catena del self service a pranzo è, udite udite, un sintomo di intelligenza emotiva).
Però mio malgrado mi sono ritrovata a pensare che se avessi meno bisogno di supporto logistico avrei anche meno possibilità di interagire con le persone. Non so bene cosa pensare.
Per fortuna sento Hodgkin più o meno quotidianamente e questo mi rincuora come non avrei mai detto.
sempreinbilico
giovedì, ottobre 12, 2006, ore 18:12
" Il nuovo Omero digitale potreste essere voi " ha detto oggi un prof a lezione. Ho trattenuto un sorriso. "... Magari!". Nei corsi non si parla d' altro di quanto la rete abbia influenzato le nostre vite. Io ne so qualcosa. Prima di trasferirmi a Milano mia madre verificava la presenza di barriere architettoniche, io invece quella di connessioni web.
sempreinbilico
martedì, ottobre 10, 2006, ore 18:17
Sono sopravvissuta ai primi giorni da studentessa fuori sede, e contrariamente alle aspettative di parentamici fino ad ora non sono stata vittima di nemmeno una crisi di pianto. Scrivo dal mio portatile, una ragazza americana mi ha aiutato a configuarare la connessione. Dire che sono esausta è un eufemismo. Troppe rampe di scale e pochi ascensori. Oggi sono stata vittima della sindrome da self service, quella che colpisce gli handydandy in mensa alle prese con un vassoio che non riescono a portare da soli. La sottoscritta ha ricevuto il soccorso della provvida Pahola, altrimenti un kazzo che pranzava. Nelle società capitaliste avanzate, bisogna essere efficenti, dinamici, efficaci, ha spiegato un mio docente ieri. Io non sono efficente, nè dinamica e rallento la struttura fordista della distribuzione dei pasti. Per colpa mia il meccanismo si inceppa. Questo genere di situazioni fa riaffiorare le ansie ataviche: il timore di creare troppi problemi, che i iei difetti strutturali dissuadano i potenziali investitori relazionali.All ' inizio dell' anno avevo letto su una rivista di astrologia che il 2006 sarebbe stato l' anno della rottura tra il mio segno e il leone. Credevo che si riferisse all' innominabile. Ma anche la Pahola entro dicembre finirà con l' odiarmi a morte.
Ma per il resto, a parte i momenti Penthotal, non va poi tanto male. Le lezioni sono interessanti e la fauna umana è ricca e variegata, ottimo materiale di studio. " Smettila di fissare la gente, Gloria ! ".
A presto aggiornamenti più dettagliati.
Stay tuned.
sempreinbilico
venerdì, ottobre 06, 2006, ore 15:24
Riuscirò a persuadermi che arrivederci significa davvero arrivederci a presto e non a mai più ?
Domenica parto, e oggi per la prima volta mi viene davvero da piangere, adesso che i preparativi per la partenza sono davvero finiti. Milano è grandissima e probabilmente passeranno mesi prima che in quel dell' università qualcuno si decida a superare la propria diffidenza verso la stramba creatura handydandy che sono e mi offra un caffè. Ricordo che quando ho iniziato i corsi a Brescia qualcuno dei miei compagni di corso se mi vedeva chiacchierare con il Samu in corridoio girava la testa dall' altra parte. Sulla parete gialla.Per fortuna che c' è Paola a Milano. Saranno mesi difficili, prevedo. Stasera esco con Rebu. Ho promesso di non piangere, mentre scrivo chatto con Hogdkin e sono già in una valle di lacrime...
" Gloria, quando piangi assomigli a Sbirulino " (H).
sempreinbilico
giovedì, ottobre 05, 2006, ore 20:29
Non ho il dono della sintesi e così mi succede di inviare sms kilometrici. Quando il mio interlocutore è irreperibile e non risponde al telefono la mancina della sottoscritta attacca a digitare. Ho iniziato a farlo ai tempi dell' Innominabile, che quando era in crisi mistica mode non rispondeva. E io lì a scrivere, a cancellare caratteri che comparivano e scomparivano sul display. Se riesco a spiegargli quello che c' è dentro la mia testa non se ne andrà, forse. E così dal tentativo di spiegarmi scaturiva una sequenza di sms interminabile.
Abitudine che perdura fino ad oggi e ha contagiato l' intero micromondo delle mie relazioni. O adesso o mai più, mi dico come se il senso profondo dei legami dovesse essere compresso in moduli di 160 caratteri ciascuno. Ogni volta prima di mettermi a pigiare sui tasti invoco il nume shintoista della poesia giapponese, che più o meno sms e haiku si assomigliano. Se non bastasse, a causa dell' assonanza, san Timoteo è stato eletto santo patrono del mio cellulare. " Fammi la grazia, che riesca a comprimere tutto in un sms solo ". Probabilmente la mia richiesta non è giunta per problemi con la copertura di rete. L' ultimo messaggio che ho scritto è stato inviato in cinque parti.
sempreinbilico
mercoledì, ottobre 04, 2006, ore 11:07
A volte il culo fa miracoli.
E quando il culo non basta ci si mettono le Jocker mutande a fare il loro dovere. Ebbene sì, ho fatto l' amplein o come minchia si scrive. Insomma, ho sbancato. Della discussione non ricordo praticamente un kazzo, solo che grondavo sudore. Mi hanno riferito che quando l' istrionico presidente della commissione mi ha chiesto se, secondo me Burton non era un romantico sono arrossita e ho abbassato la testa.Poi ho risollevato gli occhi e ho attaccato a blaterare di nevroromanticismo, postmodernità e Dio solo sa cos' altro.
" Non preoccuparti, Glò,ancher se seri arrossita eri tono su tono " ha commentato ieri Silvia, che si è pure presa la mattina libera per venire a sostenermi durante la discussione.
"Guardatemi bene " perchè con il vestito non mi rivedrete più! ". Piuttosto la prossima la vado a discutere nuda, anche se non stavo poi così male. Rebu ha scattato più di 170 foto, nel riguardarne un paio mi sono trovata addirittura carina, era dai tempi dell' Innominabile che non provavo una cosa così. E' stato bellissimo, anche se i complimenti mi imbarazzano sempre un po'. Fatico a convincermi che sono sinceri, e fatico a non arrossire quando ne ricevo.
" Sei bella, Gloria, sul serio ". Nel migliore dei casi mi stringo nelle spalle, nel peggiore parto per la tangente : " Ma che minchia stai dicendo ? ". Lunedì una volta tanto mi sono morsa la lingua biforcuta e ho cercato di godermi i complimenti ( lo so che non do soddisfazione in proposito ma grazie di cuore per avermelo detto ).
Com' è nel suo stile mio padre ha smorzato i toni e se n' è uscito con un : " Si vedeva lontano diecimila km che eri agitata. Avresti dovuto stare più calma ". Grazie al kazzo. " Davvero papà ? Non me ne ero accorta ". Alla fine però si è commosso anche lui. Quando mi ha abbracciata con gli occhi lucidi ho raggiunto l' apice dell' imbarazzo. Non ci sono per niente abituata e le manifestazioni di orgoglio paterno mi causano un po' di disagio.
La Pahola invece ha confessato di aver avvertito una fitta di invidia : " Perchè tu sei laureata e io non ancora ".
L' ho rassicurata. Non è che da dottori ci si senta meno koglioni che da laureandi.
E così, io e lei stiamo prendendo armi e bagliagli. Domenica partiamo per Milano e non mi sembra neanche vero. Mi sembra incredibile aver convinto i miei, ma che la Pahola abbia deciso di venire con me ( " Per amicizia, ragazza ricordalo, non per carità" ) mi sembra addirittura miracoloso. Mi insinua addirittura il dubbio di essere una risorsa e non un peso. Sono così leggera, adesso, che potrei spiccare il volo e piantarla di spaccarmi le ali e la testa.
sempreinbilico