domenica, dicembre 31, 2006, ore 13:50

Ecco una colonna sonora che rende degno di nota l' ultimo pianto dell' anno. Cin cin.

Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz' ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d' essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi...

Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore, l' avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano

sempreinbilico
sabato, dicembre 30, 2006, ore 14:46
Apparentemente le cose sono andate così bene. Paola sostiene che le Pringles facciano male alla salute, eppure non non ho mai avuto i valori delle analisi nella norma come oggi. Anche il medico mi ha fatto i complimenti. Domani per la prima volta dopo molti anni vado a una festa di Capodanno: ovviamente sono un po' in ansia ma conto di farcela. Qualche mese fa ho visto l' Opera prima sullo scaffale di letteratura erotica alla Feltrinelli di Corso Vercelli. Letteratura e-r-o-t-i-c-a, vi rendete conto ? Ma li leggono i libri prima di impilarli ? Comunque stava a qualche centrimetro di distanza dall' ultimo romanzo di Irvine Welsh. Una delle più grandi soddisfazioni della mia vita, credo che tutti dovrebbero provare una sensazione del genere, anche chi non ha avuto la fortuna di pubblicare il proprio skazzatissimo blog adolescenziale. Che a leggere la versione cartacea, così mi dicono, si notano più tagli che altro. In fase di editing hanno tolto tutti i brani più divertenti e così qualche lettore deluso mi ha preso per una morta di kazzo. Ma ho ricevuto anche recensioni davvero emozionanti che mi hanno convinto: alla fine nè è valsa la pena. La mia amica Chiara R. dopo averlo letto mi ha portato tre rose bianche, orlate di rosso.
" Avrei preferito che fossero rosse e il mittente un uomo " ho commentato.
" Glò non ti va mai bene niente " hanno ribatutto Rebu, la madre mia e varia umanità.
" Mai ? Quasi mai... Ma quando sono felice vale doppio " ho controribatutto.
Perchè non sono quasi mai contenta ?
Oggi ho cercato il motivo online, ma non sono riuscita a ritrovarlo. No, non sto parlando dell' Innominabile. Mi riferisco a un post che ho letto sul forum di Disabili.com pubblicato da una donna di quarant' anni. Non l' ho ritrovato e quindi non posso trascriverlo, ma forse è meglio così. Descriveva l' amarezza di scorgere le prime rughe davanti allo specchio e di accorgersi di aver passato l' intera giovinezza a credere in un amore che non è mai arrivato.
" Ho lottato, ci ho creduto, ho cercato di diventare una bella persona nonostante tutto, ma a cosa è servito ? ". Questa è la mia paura più grande, che nessun successo letterario potrà mai riempire fino in fondo.
Svegliarmi una mattina tra diciotto anni con il sogno di un amore che si è rinsecchito nella più arida disillusione. A quella data però mancano più di tre lustri. Godiamoceli. Felice 2007.
sempreinbilico
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lunedì, dicembre 25, 2006, ore 18:36

Caro Gesù Bambino,
                                            Lasciami senza fiato

no, non sono stata impeccabile quest’ anno. Tutto sommato non sono stata neanche disastrosa. Ogni tanto mi scappa qualche sfigato di troppo, ma in definitiva mi promuoverei.
Quindi, anche quest’ anno ti chiedo un abbraccio a sorpresa. Non importa da chi lo riceverò e in quale contesto. Conta solo che sia sincero.

Spero anche che nevichi presto, così potrò affacciarmi alla finestra e ripensare alle citazioni tratte da Blankets : “ Di notte, quando si sta sdraiati per terra a guardare la neve che cade, è facile immaginarsi di volare tra le stelle “.
L’ altro giorno ho letto online una recensione che diceva -        Blankets è una pugnalata al cuore, ma è una pugnalata bellissima – Ecco, se puoi fai in modo ( un miracolo, se ti riesce ) che mi riesca di scrivere qualcosa di così sincero e emozionante.
Ti chiedo troppo se aggiungo di rendere emozionante, anche l’ unica mano che ho a disposizione ?
Almeno qualche volta.
Almeno qualche volta fai in modo che le mie carezze siano migliori delle mio blabblabla, delle mie ripetizioni di italiano.
Una, una volta soltanto.
Fammi sentire in pace con me stessa, con le mie braccia.
Se mi esaudisci sarò, bravissima, irreprensibile. E nei limiti del possibile farò di tutto per ridurre la dosi del mio sarcasmo, almeno con le persone importanti.

Ah, un’ ultima cosa. Fai in modo che non passi il Capodanno da sola come gli ultimi anni. Non credo reggerei anche questa volta. In caso contrario cercherò di essere forte, ma non assicuro niente.
L’ ultimissima cosa  - last but not least – è avere notizie di Hodgkin. Mi riattacca sempre il telefono in  faccia ma non ho davvero idea del motivo. E credimi, ho scandagliato fino in fondo i meandri della mia coscienza. Stanotte ho sognato che mi mandava un sms angosciosissimo, tipo che aveva intenzione di suicidarsi. Mi manca tanto. Riusciva sempre a farmi ridere e a farmi stare bene. Lui non si aspettava saggezza da me, o buoni consigli, anzi se esageravo si inkazzava.
Più di un anno fa un’ amica mi lesse  le carte e quando le ho chiesto perché l’ Innominabile se ne era andato mi ha risposto che probabilmente era perché mi considerava soprattutto una specie di guida spirituale. Hogdkin non mi ha mai considerato una guru, ai suoi occhi sono una ragazza e basta. Non si aspettava clamorose dimostrazioni di intelligenza da me. Gli andavo davvero bene così come sono, senza dovermi superare continuamente per essere più intelligente, più ironica o più che mischia ne so.  
Caro Gesù bambino, ti prego.
Le ultime parole famose

H scrive:
si  rifletti... continua a farlo
H scrive:
brava... scrivi sul tuo blog di quanti sei brava a riflettere
H scrive:
così fr aun apio d'anni avrai un altrio libro all'attivo sul tuo curriculum
Gloria scrive:
Fottiti

Si scrivono post.
Si aggiornano.
Si cancellano.
Si ripostano.
Dov' è il confine tra il poetico e il patetico ? Evidentemente, la confusione è grande.

sempreinbilico
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venerdì, dicembre 22, 2006, ore 14:20
... Ieri ho dato uno dei miei innumerevoli esami di sociologia, e questo significa che per qualche tempo non snerverò più nessuno con dissertazioni filosofiche di alcun tipo, sul genere il consumo ti consuma? o cose del genere. Ho seguito un sacco di corsi dal nome stranissimo, e studiato libri che mi sembrava disquisissero di nebbia, cosa che mi fa riflettere sulla serietà del mio corso di laurea. Son dunque fankazzista? No, perchè questo dubbio a volte assale. Nella prossima vita mi iscriverò a una facoltà seria, foriera di autentiche soddisfazioni. Anche se, a dire il vero l' altro giorno ne ho avuta una.
Il prof parlando di prodotti mediali e citando un video ha detto, nominando l' artista :"... Quella squinzia di Gwen Stefani ". Gli avrei gettato le braccia al collo, a quell' uomo. Mi sono trascritta le sue parole a caratteri cubitali sugli appunti : da un docente acquistano una dignità superiore.
Sì perchè io Gwen Stefani la odio. La odio con una ferocia che non potete nemmeno immaginare.
L' Innominabile la trovava strafiga. Da allora ha iniziato a starmi sul kazzo e le riservo un' astio superiore a quello non nutro per nessun' altra pop star. Penso che sia una fighetta del kazzo. Magari anche un po' troia. E un docente universitario - mi appello una volta tanto al principio di autorità - ha avvalorato la mia teoria. Piccole, perfide, impagabili soddisfazioni.
sempreinbilico
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domenica, dicembre 17, 2006, ore 15:16
Sul perchè non farò mai la pubblicitaria.

Vi ricordate quello spot della Sunsilk  che trasmettevano mesi fa ?
" I tuoi capelli nè ricci nè lisci ti rendono paranoica ? ". Quello dove la neoassunta il primo giorno in ufficio si sentiva tutti gli occhi dei suoi colleghi puntati sulla sua chioma vagamente in disordine ?
Ora, io mi faccio notoriamente quintali di paranoie sul mio aspetto, anzi no, me ne faccio a tonnellate. Ma non mi sono mai posta il problema della piega. Mai, giuro.

" La pubblicità è il volto significante dell' ideologia " ( R. Barthes ).

La pubblicità ha il compito di creare bisogni in un' epoca in cui il mercato è saturo, giusto ?
Crea l' impulso al consumo. Io stessa sfogliando una rivista cinque minuti fa ho addocchiato un paio di vestiti niente male. Certo la griffe originale non posso permetterla ma un paio simili al mercato sì. Sono i consumi che determinano la nostra identità, dice il mio libro di sociologia. Puoi comprare pavoni impagliati, libri, lasagne, sushi o dvd ma sempre di consumo si tratta. Il consumo soddisfa bisogni di tipo identitario, è un processo che si sviluppa appena oltre la soglia della sussistenza. E' inevitabile. Ci sono popolazioni polinesiane che hanno la propria storia tatuata addosso. Io vado in giro con le scarpe di tela da quando hanno smesso di costringermi a portare l' apparecchio ortopedico e ho buttato fuori dalla finestra le mie rigidissime scarpe ortopediche. Se quello che hai rivela chi sei allora bisogna criticare non il consumo, ma lo spreco.
E le pubblicità che creano falsi bisogni. Quelle che ti fanno venire le paranoie che ti spingono a pensare che se possiedi un Mac sei di sicuro più creativo del proprietario di un pc o che se i tuoi capelli sono appena arricciati per l' umidità sei senza ombra di dubbio una sfigata.
sempreinbilico
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mercoledì, dicembre 13, 2006, ore 19:02

Trovare una tavoletta di cioccolato nella cassetta della posta il giorno di Santa Lucia è una delle sensazioni più belle del mondo. Soprattutto se sai che  l' artefice della sorpresa si è fatto cinquanta km in treno per portartela. Grazie di cuore. Posto la foto perchè una volta tanto sono rimasta senza parole.
sempreinbilico
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venerdì, dicembre 08, 2006, ore 12:04

Non credevo che il ritmo frenetico della vita milanese fosse davvero così frenetico. E’ tutto un susseguirsi di lezioni e parziali di esami. Riuscirò a stare al passo ? Ho almeno un paio di compagni di corso bravissimi, straordinariamente diligenti e virtuosi. Uno aveva discusso la tesi lunedì mattina, e alle due del pomeriggio era già li di nuovo dietro al banco, pronto per seguire il corso del professor P. Niente avrebbe lasciato supporre che questo brillante giovane aveva appena discusso la tesi, se non la scritta che gli campeggiava sulla fronte – 110 e lode -. Quando l’ ha vista il docente l’ ha additata: “ Si è laureato ?... Bravo!”. Mi è venuto il dubbio che ci fosse una sfumatura di ironia nel suo tono di voce, non so riguardo a che cosa. Forse che ormai la laurea, la microlaurea triennale  non serve più a niente. E’ così questo ammirevole giovane, ha stretto la mano al relatore, al presidente di commissione, si è messo la triennale in tasca ed è andato a seguire una lezione della specialistica.
… Sarei stata capace di fare lo stesso ?
Un’ altra mia collega invece ho scoperto che ha viaggiato per l’ Europa, lavorando in un agenzia di moda e in passato ha addirittura sfilato lei stessa. Si vede. Ha sempre un’ aspetto curatissimo e un’ aria sofisticata che le invidio da morire.
Non come me, a cui tutti danno diciassette anni e se devono farmi un complimento mi dicono : “ Gloria, non sei brutta “.
( Su quest’ ultimo punto ci sarebbero degli sviluppi, su cui per ora non mi va di approfondire ).
Non è tanto la bellezza oggettiva che le  invidio, ma  una specie di aurea di adultità, la sua espressione da giovane donna consapevole che ha visto una fetta di mondo.
Detto questo, il paesello non mi manca per un kazzo. Immagino che dovrei sentirmi un po’ in colpa.
E infatti mi ci sento. Non mi sento sradicata o cose del genere. Sradicata da quali radici, poi? Dalle quattro pareti di casa mia?
Ho provato nostalgia per altre cose, ma non per questa.
Ieri sera, per dire, Io e Ida siamo andate a prenderci due vaschette di sushi al giapponese, che ci siamo mangiate al tavolo della cucina.
Dovrei forse  sentire nostalgia dei miei sabato sera solitari, quando andavo a letto alle 21:45 perché non avevo niente da fare e i miei contatti su Msn erano, beati loro, tutti in giro ?


 

[ La conclusione suona patetica. Rileggendola il 25/4/2007 immagino andrebbe sostituita con qualcosa di meno lamentoso. Ma la lascio e la elevo a monumento della tendenza alla lamentela appiccicosa che talvolta ci tormenta ].

sempreinbilico
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sabato, dicembre 02, 2006, ore 15:12



© Paolo Taddei

Il mio progetto di fiction procede con entusiasmo insperato. Chi l' avrebbe mai detto. Miss-nobblo-la-tv  alla prese con la serialità per il  piccolo  schermo.  E' anche più stimolante di scrivere un racconto, più complesso perchè le varianti di cui tener conto sono di un numero infinitamente maggiore. Non puoi scrivere una storia complicatissima e frammentaria con il pretesto della letteratura. Devi essere avvincente, immediato, ed efficace senza giustificazioni.
Però al concept vero e proprio io non ci sono ancora arrivata. Ho riempito tre cartelle di ricerca etnografica sul consumo televisivo mio e della mia famiglia. Io avevo la fissa di Nip/ Tuck, per esempio. Ho cercato di spiegare perchè ho amato così tanto quella serie, con la convinzione che di solito tengo da parte per i libri migliori. Ecco Nip/ Tuck era un prodotto di massa e allo stesso tempo un' opera di culto. Ha a che vedere con la mia idea di perfezione: costruire un mondo parallelo perfettamente autonomo ma che ti parla, chiama in causa proprio te che stai guardando.
E' una bella lezione di umiltà, che a ogni aspirante scrittore fa sicuramente bene, alla sottoscritta in primis - altrimenti poi dicono che me la tiro -.
sempreinbilico
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venerdì, dicembre 01, 2006, ore 10:52
Nella vita quotidiana c' è tutto un ordine di questioni pratiche di cui non ci si rende conto quando si vive in famiglia. Tipo la raccolta differenziata. Sulla confezione dei Pangoccioli (stamattina ne ho mangiati tre) c' è scritto che si tratta di materiale riciclabile, accompagnata dalla misteriosa sigla PP.Ora, sta per plastic o per paper ? Per porca puttana mi veniva fuori, quando ho gettato tutto quanto nella pattumiera divoratra dai sensi di colpa per aver privato l' ecosostenibilità del mio contributo.
(Se qualcuno conosce la risposta esatta è pregato di lasciare un commento e avrà in cambio tutta la mia gratitudine).
sempreinbilico
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