sabato, febbraio 24, 2007, ore 10:44
Siamo tutti madame Bovary II
Martedì sera sono andata a una festa di carnevale in un minuscolo circolo Arci di provincia: un posto a metà tra un oratorio, un bar di provincia e un centro sociale negli anni' 70.
Tra i partecipanti - tra cui si segnalano due robot e una folletto dei boschi, una sindacalista e due neonati con il costume da ape - c' era anche un ragazzo come me, emiplegico. E' difficile vederne in giro. Osservavo il modo in cui si trascinava in giro e solo dopo qualche istante ho realizzato che io mi muovo uguale.
Chi sta sulla sedia a rotelle ha il vantaggio di una certa simmetria e scorrevolezza nei movimenti. Se non ci sono gradini si muovono anche con una certa disinvoltura. Noi emiplegici invece sembriamo sempre sul punto di cadere da un momento all' altro. Agli occhi di chi ci guarda non offriamo nessuna garanzia di stabilità. Prima di trascinarci in giro incrociamo le dita di non intralciare i movimenti dei presenti e di non inciampare da nessuna parte.
E una volta consapevoli di questo, se mai lo diventiamo siamo costretti a recitare le battute di una sceneggiatura che non ci piace: " ... Se il mio corpo di suscitasse repulsione io credo che lo capirei... ".
Senza una lacrima. Con voce fermissima. Addosso avevo anche un cappotto dall' aspetto molto retrò.
Se non sbaglio pioveva pure, quella sera. Ma vi assicuro che l' eroina da feuilleton era l' ultimo ruolo che avrei voluto interpretare.
E grazie a Dio il cuore non ha ossa. Il peso da sopportare sarebbe stato eccessivo. Non avrebbero retto.
sempreinbilico
giovedì, febbraio 22, 2007, ore 17:32
"...Siamo fatti così:
confusi e fragili
è il vento, Perdita,
che ci rende nervosi.
Ci sentiamo così:
siamo tutti madame Bovary "
- Santo Niente -
E poi ho letto. Ho letto instancabilmente per giorni interi. In meno di quarantotto ore ho finito L' angelo di fuoco di Valerj Brujosov, 441 pagine di romanzo storico. E tutto quello che ha pubblicato Salvatore Niffoi, ovviamente. Il postino di Piracherfa, Cristolu, La sesta ora,Il viaggio degli inganni e Ritorno a Baraule. Il viaggio degli inganni sono anche riuscita a farmelo autografare. Niffoi sono andata a vederlo alla presentazione del suo ultimo libro alla Feltrinelli di Corso Vercelli. Lui sì che è un genio. Ha raccontato di aver scritto il primo racconto a nove anni. Gliel' ha acquistato sua madre. Dopo averlo letto ed essersi complimentata con lui lo ha gettato nel fuoco " perchè è bellissimo e sovversivo ".
A quindici anni leggeva Tolstoj e Balzac: come i personaggi dei suoi libri. Anche Mintonia Saviccu e il protagonista del Viaggio degli inganni riescono a redimersi attraverso la parola. Leggendo e raccontando.
" Perchè ogni cosa che facciamo, ogni viaggio che intraprendiamo, li iniziamo per raccontarli a qualcuno ", come sosteneva un aforisma di Pascal.
" Raccontami qualcosa " domando al libro mentre apro le pagine.
E lui inizia a snodare una stroria. E io mi appago della storia che qualcuno inizia a raccontare per me, finalmente in silenzio.
sempreinbilico
lunedì, febbraio 19, 2007, ore 20:45
mitropaNK scrive:
ad ogni modo lasciatelo dire, a te nancy spungen ti fa una sega!
Gloria scrive:
Non dire così che mi commuovo... = ]
sempreinbilico
domenica, febbraio 18, 2007, ore 20:24
Ieri sono ritornata a casa dopo un mese.
Mi fanno molto male le spalle. Dopo pranzo ho avuto i crampi allo stomaco.
” Ma a te fa sempre questo effetto tornare a casa ? “ ha commentato mia madre.
Questo effetto deleterio. Pota.
Ho passato tutta la sessione a tormentarmi che se gli esami fossero andati di merda me lo sarei meritata di tornarmene a casa. Ma non sono andati poi così male. 30 e lode, 28, 26. Certo avrebbe potuto andare meglio. Ho messo appunto un rito per stabilire l’ esito di un esame. Funziona così: Faccio la doccia. Se il pavimento del bagno si allaga allora il voto farà schifo. Altrimenti andrà bene. E’ un oracolo veritiero perché l’ unica volta che si è allagato ho preso 24.
Scandisco il ritmo delle giornate sulla base delle nevrosi, ma non è che stia male, tutt’ altro.
Parlo di esami semplicemente perché quello di cui avrei intenzione di scrivere è un argomento ineffabile. E ho già provato ad affrontarlo con l’ interessato.
Così sulla mia chiavetta usb per un mese hanno convissuto fianco a fianco tesine, projectworks e lettere più o meno d’ amore. Ebbene sì. Ci sono di nuovo dentro.
Non ho il controllo di un braccio.
Non ho il controllo di una gamba.
E non controllo più nemmeno il mio cuore.
Ma non drammatizziamo.O almeno facciamo un tentativo, poiché la paranoia è grande e io sono la sua più degna rappresentante.
Tra le altre cose titolo e dedica del mio libro sono finite sulle pagine dell’ inserto culturale di un importante quotidiano nazionale. Nella stessa rubrica questa settimana c’ era la dedica dell’ Orologio degli angeli di Josè Riço Direithino, l’ autore di Breviario degli istinti malvagi.
Queste sì che sono soddisfazioni.
Se siete disposti a crederci miei cari e-lettori, potrei raccontarvi che non aggiorno il blog da più di un mese perché ho dovuto studiare. Che è pure vero. Ma è anche vero che ci sono situazioni contorte e ingarbugliatissime che vanno sbrogliate – e descritte, se è il caso – un po’ alla volta.
sempreinbilico
domenica, febbraio 04, 2007, ore 17:59

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sempreinbilico