
Questo che leggete sotto era un abbozzo di mail per il mio amico Max le Diable. Poiché in questi giorni sua satanità è impegnato dai piaceri e non ha tempo di rispondere la pubblico a beneficio delle anime probe che ancora clikkano questa pagine web. Il Signore ve ne renderà merito, non dubitate.
E così è arrivata l’ estate. E insieme all’ estate il caldo. E insieme al caldo l’ umidità.
Così stanotte, mio malgrado, ho dormito in sottoveste . Centimetri su centimetri di pelle scoperta. Tutto quello che mi sforzo di ignorare srotolato davanti agli occhi.
” Ma non devi ignorarlo, è parte di te “ frinisce un Grillo parlante.
Pure, stamattina faceva ancora caldissimo e così mi sono messa la gonna, con mia grandissima irritazione.
Già è una mezza tragedia tutte le volte – almeno una volta ogni 24 ore – che sguscio sotto la doccia.e sento le mie scapole appoggiate contro la parete mentre l’ acqua mi scorre addosso. Non è una sensazione erotica, o particolarmente fastidiosa o piacevole, o. Tuttavia basta a ossessionarmi. Il solo fatto di sentirmi, di essere attraversata da una percezione fisica di me stessa:Il sudore lungo la schiena., l’ interno delle gambe che si incollano l’ una all’ altra.
E ringraziamo santa Maria egiziaca che in tutto questo deliquio dei sensi nessun segnale proviene dal basso ventre altrimenti mi sarei già buttata di fisso fuori dalla finestra.
Ma mi basta un segnale qualsiasi emesso dal corpo, anche il rumore del mio respiro, per dire e mi accorgo che la lucidità vacilla pericolosamente.
Di quando mi guardo allo specchio ne parlerò prima o poi: è una questione complessa che merita un discorso a parte. Ma dicevo della lucidità che va a intermittenza a causa di questa inutile ipersensibilità. Allora mi metto a pianificare soluzioni.
-Strafarmi di calmanti.
-Farmi chiudere a chiave in un qualche centro per disabili così non andrò più in giro a far danni.
-...
L’altra sera risucchiata da tutto questo piacevole turbamento, un’ occhio alle pagine e l’ altro alle mie rotule che spuntavano dalla sottoveste bianca ho finalmente iniziato a leggere Proust “ Un amore di Swann “. Ma devo ammettere, che il Dio della letteratura mi perdoni, di averlo trovato estremamente noioso.
Tuttavia non desisto. Perché sono decisa a comprendere cos’ è che lo rende così imprescindibile per ogni aspirante scrittore. L’ aspirazione nel mio caso è spirata ma la curiosità resta, quindi sono determinata ad arrivare fino in fondo. Invece ti passerò sicuramente il libro di uno scrittore / intellettuale / dentista egiziano che si intitola Palazzo Yacoubian consigliatissimo soprattutto ai frocetti di mia conoscenza.
Leggo, leggo tantissimo, ma non per piacere, per non pensare.
E oggi ho finito di vedere la triologia di Kieslowsky. Mi ha colpita soprattutto Film bianco forse per le scene ambientate in metropolitana. Hanno suscitato moltissimi ricordi del mio viaggio a Parigi ( ah, ecco l’ influsso di Marcel Proust ).
Se nella vita reale c’ è un po’ di Kriztof Kielowski allora vale la pena di non spararsi in testa almeno per un paio d’ anni ancora e sopportare le mie curiose reazioni corporee, come il fastio di una ciocca di capelli davanti agli occhi, che scatena una reazione isterica inversamente proporzionale al gesto di scostarseli.